Devo ammettere che ho scoperto questo posto solo in età adulta e mi ha da subito colpito, sia per il tesoro di storie raccolto in questo piccolo sottopasso, sia perchè i luoghi nascosti e segreti esercitano su tutti una sana curiosità e voglia di scoprire.
Nel mio caso si trattò della presentazione di un libro: la versione italiana di “Imbibe” di David Wondrich, uno dei libri cardine sulla miscelazione.
All’epoca ero un bartender (lo sarò sempre) ed i ragazzi del Jerry Thomas organizzarono questa serata bellissima, iconica per gli addetti ai lavori.
La serata in questione si teneva proprio nelle sale la cui porta d’accesso si trova dentro il passetto del biscione. Fu lì che lo conobbi per la prima volta.
Questo piccolo passaggio coperto si trova adiacente a Campo de Fiori: tra Piazza del Biscione e via di Grottapinta. Come la limitrofa piazza, è detto del Biscione, per l’anguilla rappresentata nello stemma Orsini, famiglia proprietaria dell’adiacente Palazzo Orsino Pio Righetti, è conosciuto anche come Arco di Grottapinta.
Nella prima metà del 1600, il passetto custodiva un prezioso dipinto realizzato nel 1594 da Scipione Pulzone, raffigurante la Madonna della Divina Provvidenza, trasferito poi nella chiesa di San Carlo ai Catinari, dove si trova ancora oggi.
Nel passetto invece venne collocata la Modonna del Latte che divenne oggetto di venerazione popolare nel XIX sec.
La Madonna posta sotto l’arco di Grottapinta secondo leggenda, fu una delle Sacre Immagini che mossero gli occhi e piansero a causa dell’invasione francese dello Stato Pontificio.
L’espressione romana “cercà Maria pè Roma” ( come “cercare un ago in un pagliaio”) deriva proprio dall’estrema difficoltà dei fedeli di rintracciare la Madonna del Latte, talmente nascosta all’interno del passetto che trovarla risultava impossibile.
Dal 2016 il passetto si presenta restaurato in tutta la bellezza dei suoi intonaci e dei suoi affreschi.