#inordinesparso

Avere figli piccoli è una benedizione, ma allo stesso tempo è come fare servizio in un esercito x (mi viene in mente che ne so, la legione straniera) dove “o marci o muori”. Tutto diventa una ruota del criceto, che a confronto le routine lavorative di cui tanti si lamentano, sono una passeggiata al parco.

Siamo cresciuti in una generazione in cui i padri (per dovere ed anche per fuggire dalle incombenze domestiche) si rifugiavano tutto il giorno a lavoro (il mio anche sabato e domenica). Giusto o sbagliato che sia, questo è l’esempio di molti nati e cresciuti negli anni 80/90.

Adesso fare il padre, significa proprio fare il padre, o meglio quello che io avrei voluto facesse mio padre con me. Devi essere il genitore che avresti sempre voluto quando ne avevi bisogno e questa è una sacrosanta verità.

Ma qual’è il rovescio della medaglia? Che tu sparisci completamente e ti annulli in una disponibiltà senza fine e senza tregua, per cui arrivi ad avere difficoltà anche a prenderti cura della tua persona nelle esigenze più basilari.

Per questo sorrido quando leggo di questi guru che ti consigliano di svegliarti alle 5 del mattino, poi fare esercizio, poi meditare, poi leggere un pò, poi preparati una colazione salutare che solo per assemblare gli ingredienti ci metti mezza giornata. Belli, passate per due terremoti in età prescolare e poi ne riparliamo.

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