#inordinesparso

Torno dopo anni nel paese d’origine dei miei.
Quando scendo dal treno, nella piccola stazione vengo subito investito da profumi e dialetti che sanno di estati belle, serate, grilli e cocomero.

Dopo tanto, in mente tornano solo i bei ricordi.
Aspetto che la corriera per il paese parta, fuori 30 gradi, l’autista mette su una Danza Kuduro.

Purtroppo non sono Russel Crowe  in “Un’ottima Annata”. Non torno negli ameni luoghi delle estati da fanciullo per ereditare una Maison e un vigneto, ma solo  na serie infinita de rotture de cazzo e a queste vado a far fronte.

Mentre la corriera cammina, ripenso a mia nonna, l’unica della famiglia che mi sono goduto meno, stavamo sempre a litigà: lei mi diceva quello che pensava senza filtri e io rosicavo.
Era in gamba, avrei voluto parlarci di più.

Seduto all’ombra, aspetto la corriera del ritorno. Cicaleccio a farmi compagnia.
-” Lu che fai ,ce pensi?”
-” Oh nonna, stavo a sognà a occhi aperti, dai namo te porto a fa la spesa, me fai la pizza stasera?”

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