Apnee

#inordinesparso

“Sono felice che tu sia venuta!”

Parlo veloce, con il cuore in gola, convinto che per il freddo non riesca a fare il percorso inverso.


Mi guarda malinconica, ma il viso è più sereno dell’ultima volta.
“Non posso stare molto, tra poco ti sveglierai, hai freddo?” mi chiede.


Era tanto che non sentivo la sua voce.
“Si ho freddo, ma valeva la pena vedere
i Piani di Pezza con la neve, non trovi?”


“Tu non hai freddo?” Insisto io e la prendo per il bavero del suo cappotto nero.

“Sei così esile, ho paura che se ti abbraccio ti rompo!”.

Sorrido e lei ricambia distratta.
Mi prende la mano, la sua pelle diafana, è bellissima,  mi stampa un bacio che sa di arancia.


” Non andartene ti prego” le dico, voglio restare qui con te. Oramai ho smesso di cercarti tra la gente, ho paura che tra poco smetterò anche di sognarti.
Ora gli occhi sono severi, non risponde.


Sono seduto sul letto, svegliato di soprassalto. Le 3:30 come da prassi. Il rumore dell’aria che esce dalla cpap mi mette ansia.

Scaravento istintivamente in terra la maschera per l’ossigeno.
Da quando dormo con questa macchinetta per le Apnee i sogni sono più vividi, ma durano meno.


Dovrebbe prevenire il rischio di danni al cervello per chi ha la mia patologia, ma ho l’impressione di annegare.

78 apnee notturne  per ora, la situazione è grave con 30.

Fuori dalla finestra, la notte è scura, ombre di nuvole e la luce debole della casa  di fronte.


Guardo quella maschera che dovrò indossare prima di rimettermi a letto, vorrei che il sogno riprendesse da dove si e’ interrotto, ma ho paura di non trovarla più, aveva il sapore di un addio.

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