Forse tornerai dall’estero

#inordinesparso

Alla fine sei tornata, ma per ripartire ed io ora sono lontano come lo eri tu prima di andare.


E ci vediamo sotto la statua dell’Angelo del Dolore al cimitero acattolico, come due fantasmi e tu che vuoi salutare Keats.
Poi una bottiglia di vino a Testaccio, due passi, weeda, tre tiri e sbianco e tu che ridi di questo come anni fa.


Tolgo la catena allo scooter.
Non serve che mi accompagni a casa”.
Meno male, penso, che proprio non ne avevo voglia e poi  mi aspettano e sentivo che stavo facendo qualcosa di sbagliato, rievocando spiriti che era meglio lasciare sopiti.
Ci guardiamo interrogativi:
A presto!”
” A presto“.
Non ci sarà nessuno presto, lo sappiamo entrambi.
Ti guardo mentre sali sul bus, mi tiri un bacio con la mano.


La prossima volta ti vedrò dal bordo della strada opposta alla tua, tu mi scorgerai e sorrideremo e ci fermeremo solo pochi istanti prima di tornare  a camminare, che tanto Vlad e Justina non si rincorrono nei secoli, sono solo invenzioni cinematografiche.


E forse tu non sei mai esistita, o mai tornata, che la realtà è spesso pesante e hai bisogno di sospiri eterei e sogni.


E  sempre come un amuleto, tengo i tuoi  occhi nella tasca interna del giubbotto”.

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