Ballata del ragazzo perso e Nefertiti (parte 8)

#inordinesparso

8-Baika,la vigna e la decisione

La sua amata aveva gli occhi color ambra,la pelle chiara e il volto severo,di chi è’ dovuto scappare da un luogo di guerra e sofferenza,il volto di chi per sfamare il loro bimbo di pochi mesi andava a rubare,faceva la zingara.
Mentre lo diceva la sua voce era ironica e amara,racconto’ di quando venne arrestata per furto e rispedita al paese d’origine,in mezzo al nulla e alla disperazione. Divieto di tornare nella città’ delle luci e del frastuono,questa la sentenza definitiva.
Il loro bimbo oramai aveva sei anni e cresceva con il papà’ e le donne dalle gonne colorate. Tutta la comunità’ lo aveva adottato e lui si dava un gran da fare per farsi voler bene.
Prima che Baika fosse rispedita a casa,diede un bacio al piccolo e disse al capo Rom di guardare sempre la luna,in fondo era la stessa in ogni parte del mondo,ed anche lei lo avrebbe fatto ovunque si fosse trovata,quel saluto malinconico e rassegnato,li avrebbe così’ tenuti insieme per sempre.
Quei mesi per il ragazzo perso trascorrevano veloci e leggeri,con lei il tempo si fermava,sognavano viaggi e avventure insieme,giravano per vinerie e birrifici,si scambiavano baci e carezze e lui si ritovo’ senza neanche accorgersene a non poterne più” fare a meno,l’amava,aveva trovato la sua buona stella.
Lei curava le persone pazze,ed allora il ragazzo perso si divertiva a dirle che con lui avrebbe dovuto rinunciare e cambiare mestiere.
I sogni ed i progetti divennero concreti ed il ragazzo perso capi’ che era arrivato il momento di cambiare in meglio la sua vita,oramai sentiva che niente più’ poteva andare storto,aveva sofferto abbastanza e al suo fianco ci sarebbe stata lei,lo avrebbe protetto da se stesso.
Vendette l’appartamento che quella famiglia lontana gli aveva lasciato in eredità’ a perenne memoria del loro abbandono e rilevò una piccola azienda vinicola con 20 ettari di vigna. Si sarebbero trasferiti in campagna,niente più’ grigio e odore nauseabondo,il mare lo avevano a pochi minuti e tutto era perfetto. Lei avrebbe continuato a curare le persone pazze,sicuramente i clienti non le sarebbero mancati,ma la sera avrebbero bevuto e mangiato insieme,avrebbero avuto storie da raccontare ed una vita da vivere.
L’appuntamento era alla fermata dell’autobus regionale,dopo il servizio,lei lo avrebbe atteso direttamente li’,non voleva salutare nessuno,sarebbe stato troppo difficile.

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