La via dell’acqua

#inordinesparso

Sono giorni concitati tra le proteste al nord e il blocco degli autotrasportatori al sud, supermercati vuoti e folgore pronta a partire.

Ma insieme a tutto questo c’è un’altra questione direi a tratti anche drammatica, almeno per chi abita nella mia citta: Roma ha l’acqua contingentata.

Si esatto, in moltissime zone il servizio idrico chiude l’acqua senza avvisare né informarti  quando tornerà.

Alcuni condomini sono in questa situazione da circa un anno, altri da qualche settimana.

Di solito nelle ore notturne lo garantiscono, ma se non sei veloce ad usufruirne per i tuoi bisogni personali, dopo le 8 del mattino e fino a sera  non puoi più neanche bere un bicchiere d’acqua o usare il bagno.

Le cause dicono dipendono dall’eccessivo logorio delle tubature, dalla pressione che non riesce più a raggiungere i piani alti, dagli innumerevoli cantieri di cui Roma è sempre piena, dai 30mila B&B (ai turisti di non  sprecare acqua non gliene può fregare di meno), dalle lobby delle multinazionali che dopo aver ucciso l’uomo ragno vogliono boicottare lo smart working.

Credo che semplicemente le risorse idriche stiano finendo e tutto quello che si dava per scontato un tempo ora va centellinato, razionalizzato.

Spero che a breve non finiremo in uno scenario alla Mad Max, dove post punk incattiviti vanno in giro con i quad e i gilet di pelle con gli spuntoni sulle spalle.

Il problema è che io non sono un figo né come Mel Gibson dell’epoca né come Ken Shiro, è vero che la necessità fa virtù ma la vedo dura lo stesso.

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