Singhiozzi a Piazza Vittorio

#inordinesparso

Quando avevo la Guest House, durante la bella stagione, ero solito concludere la giornata lavorativa con una birra, da Mimmo, il bar dall’altro lato della strada.

E’ un bar molto semplice, ma aveva i tavolini fuori e si sentiva l’odore dei gelsomini messi da lui nel piccolo dehors.

Vedevo le luci accese nelle stanze della mia attività ed ero felice, mi immaginavo gente contenta lì dentro, speravo che stessero vivendo bei momenti.

Poi Mimmo mi ricordava mio padre che ha fatto la stessa vita per una vita, oddio Mimmo è cinese ed ha vissuto vent’anni ad Afragola prima di prendere il bar in via Carlo Alberto, ma per qualche strana ragione, mi ricordava papà.

Una sera di fine primavera, una signora cinese sulla 50ina, seduta al tavolino di fianco al mio scoppia all’improvviso in pianti e singhiozzi senza sosta. Davanti a lei quattro Peroni da 66.

Mi irrito, non la sopporto, cazzo ma piangi in disparte come facciamo tutti!

Incrocio lo sguardo di una ragazza francese seduta all’altro tavolo, entrambi alziamo gli occhi al cielo, malessere, mi stava rovinando la birretta di fine giornata!

Poi ho iniziato a pensare a cosa potesse averla portata ad una reazione così e ne ho convenuto tra me che in fondo faceva bene, ma sti cazzi, alla fine perchè nascondersi?

Per convenzioni sociali, perchè pare brutto?

Come cantava Claudio Baglioni “e fare finta che ne so di essere matto!” magari ti ascoltano così.

L’ho guardata con meno compassione di quanto avrei voluto, ma le ho augurato in silenzio che qualunque cosa sia possa risolversi nel migliore dei modi.

Prendersi una sbronza da Mimmo, è comunque un risultato, sempre meglio che stare ad aspettare.

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