#inordinesparso
Sono in dormiveglia, sento le voci dei miei genitori provenire dalla cucina, conversano di buon umore, sorrido e capisco che sto ancora sognando. Strano sentire di nuovo la voce di mio padre.
Apro gli occhi e fisso le pale al soffitto, loro mi fissano di ricambio, mute, in attesa delle cicale.
Faccio per andare in cucina e un pò ci spero di vedere papà e mamma, con la colazione pronta, i cornetti del bar, il tg5 in loop, l’oroscopo, l’ora esatta e la musichetta iconica.
Solo il disordine della sera prima purtroppo, metto su il caffè e sistemo.
Scorro i messaggi controvoglia perché subdoro rotture di cabbasisi e cosi’ è: “Mi scusi sò che l’appartamento è per due, ma posso portare anche mio figlio adolescente con la sua ragazza ed il cane, devo pagare un extra o è gratis perchè sono familiari?”
Vai tranquillo porta pure tu nonna già che ci sei, così ne approfittate tutti per godere della primavera romana.
Il gruppo delle mamme di scuola che non riesco a silenziare perché non sia mai ti perdi qualche interessante spunto di conversazione tra la recita di fine anno e il regalo alle maestre e i compiti e i pidocchi, qualcuna che propone la visita ad un santuario.
La casa è in silenzio, le mie figlie dormono vicino dandosi la mano, sorrido sicuro che questa volta non sto sognando.