Lezioni Boeme

#inordinesparso

Finalmente termino la lettura de “Il valzer degli addii” di Kundera. Riporlo nella libreria mi ha dato una certa soddisfazione.

Erano mesi che stava sepolto nel mio zaino, esposto a tutte le intemperie, quella copia aveva le pagine croccanti. Lo avevo comprato a luglio nella libreria di Anzio durante qualche giorno di vacanza.

I ragazzi di quella piccola libreria in centro sono di solito simpatici e condividono volentieri pareri su letture fatte o da fare, insomma librai veri.

Ricordo che quel mattino però lei mi corresse la pronuncia su un autore e quel fare da maestrina mi irritò parecchio.

L’ho iniziato di pomeriggio al chioschetto su riviera Zanardelli, Supernature di Cerrone in sottofondo che alla fine ci stava bene e Ceres.

Dopo qualche pagina mi aveva però  stancato, forse non era la cornice adatta, fatto sta che l’ho dimenticato per mesi nello zaino per riprenderlo e finirlo questa settimana.

Non c’è giustizia né redenzione, solo  personaggi intrappolati in questa cornice incantevole che comunque andranno avanti con le loro vite.

Ecco quando dici che un libro ti sceglie: l’inerzia e la malinconia di sottofondo, il focus sui piccoli gesti ma accompagnati da grandi discorsi, la paura, questa è la mia vita ora.

È un sogno quello di raggiungere tali livelli di prosa, una scrittura talmente perfetta che ti segue con lo sguardo in qualunque periodo della tua vita e forse è proprio quel tipo di libri che ti fa capire quando è il momento di leggerli, non offre una soluzione ma ti apre un sipario e soprattutto ti dice “bello leggi e impara che ce n’hai de strada da fa ancora!”.

2 pensieri riguardo “Lezioni Boeme

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