Il nome, la bellezza la terza sai qual’e’?

#inordineparso

Quel mattino aprì gli occhi piano, sotto le coperte stava bene, aveva fatto un sogno  di estate: un muretto basso a secco, di pietra viva, una lucertola che faceva capolino, odore forte di pomodori surmaturati al sole e fichi schiacciati a terra.

Il cicaleccio di compagnia e sullo sfondo la vecchia casa dei nonni, nella campagna di Manduria, oramai era ridotta ad un rudere, poteva intravedere due bicchieri di quelli Goti da osteria,sulla mensola del camino.

Sembrava la stesse chiamando, fece per imboccare il viale quando sentì lo scampanellio di una bici, si giró di scatto, ma non vide nessuno e a quel punto aprì gli occhi.

Tirò via le tende e vide un’alba rosata pazzesca, lo considerò un segno, voleva tornare in quella casa, voleva tornare a Manduria per qualche giorno.

Era sessione di esami, il prof non le avrebbe mai permesso di andare, ma a questo punto della sua vita le interessava il giusto sia perché non era mai stata convinta della carriera da ricercatrice universitaria, sia perchè era stanca delle attenzioni di quel maiale del prof.

Si fece una doccia lunga, l’enorme tatuaggio della giovane strega che le prendeva tutta la schiena ancora non era finito e l’ultima seduta era stata dolorosa. Raffigurava una giovane strega con gli occhi bianchi e lacrime che le solcavano il viso, un sorriso di sfida le incorniciava il volto.  Un grande albero con un corvo sopra facevano da sfondo. Era lo stesso identico tatuaggio che aveva il padre sull’avambraccio.

Scrive al cugino: ” prossima settimana scendo,  non dire niente, voglio vedere casa di nonna!”.

Scrive al prof: ” mi prendo qualche giorno, una settimana forse due, problemi di famiglia”.

Guarda sul cel una foto di lei bambina insieme alla nonna e al papà, la accarezza.

“Prossima settimana, prossima settimana…”

To be continued

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