#inordinesparso
E incominciò a parlare e disse bella mia, la prima tua ricchezza è il nome di Lucia..
Al mattino trovò una tavola imbandita con ogni ben di Dio: una moka di caffè, latte caldo a parte, una caraffa di spremuta d’arancia, pane caldo, burro, pasticciotti, ciambellone al limone fatto in casa.
La zia la stracoccolava e lei si prese quella mattinata lenta, sbrigò un po’ di posta. Nella mail di lavoro trovò lo stesso identico messaggio del Prof che aveva ricevuto via Whatsapp, puzzava di inculata, ma sinceramente se ne fregava, odiava quell’uomo ed anche la piega che stava prendendo la sua vita una volta finito il Dottorato.
Dopo la cena in cui morì suo padre, il Prof iniziò a comportarsi in maniera sempre più subdola, alludendo, provandoci velatamente, mai niente scritto. Le si avvicinava troppo quando parlava ed il suo alito le faceva schifo.
Era al termine dell’assegno di ricerca e si giocava il ruolo da associata e qui lui fece promesse velate, lei voleva sputargli in faccia, ma ancora non era il momento.
Nella mail privata invece Lucia le aveva già preso il biglietto per Londra, testa dura come il papà. Era per il fine settimana, non aveva scuse e in fondo ne fu contenta.
Rispose anche a Michele “Ehi ciao pugliese del nord, ovvio che non avevo salvato il numero (faccina che fa l’occhiolino). Dai è una buona idea, se non riusciamo questa, facciamo agli inizi della prossima, baci”.
Lui replicò con l’emoticon del bacetto.
Le ispirava un senso di pace, magari si sarebbe rivelato anche lui un figlio di puttana o uno cripto gay, ma alla fine perché non provare?
Si mise sullo scarabeo 50 dello zio e tornò in campagna, voleva di nuovo stare in quella casa.
Quella parte di tavoliere salentino settentrionale, con le sue distese infinite di oliveti, le vigne piantate a Primitivo, i mandorli, i fichidindia e i muretti a secco, faceva parte del suo retaggio, le riempiva gli occhi e il cuore.
Da Brindisi prese il diretto per Londra Gatwick, l’appuntamento con Livia era la sera a Camden Town, davanti l’ingresso del Lock Market.
Vecchi punk malinconici sedevano ai bordi del Regent’s Canal, l’atmosfera era vibrante come la ricordava.
All’entrata del Market, lungo la via del food, quella con gli ombrelli, il respiro si fece pesante, la testa girava, sudava freddo, aveva paura prima di svenire e poi di morire soffocata, tutta quella gente che la spingeva e le veniva incontro la terrorizzava.
Stava per piangere, quando sentì una mano stringere la sua, si giró di scatto e Livia l’abbracciò e le mise una mano sul petto per calmarla, alla fine pianse, piansero insieme.
To be continued…