#inordinesparso
Guardo il mare da questa piccola casa che ho affittato per le vacanze. Le scuole chiudono, i centri estivi si diradano e i bambini hanno bisogno di stare al mare.
In alta stagione la spiaggia mi infastidisce, preferisco guardare il mare da lontano, all’ombra senza scendere, come uno snob intellettuale che frequenterebbe Capalbio.
Qui ho trovato un po’ la quadra, sembra la casa di Montalbano, ma messa molto peggio: come tutte le case estive che prendi in affitto il mobilio è vecchio, trascurato, le stoviglie accatastate male e senza amore.Le stanze sono umide ed in alcuni tratti l’intonaco cade, insomma na merda.
Sotto l’ampio porticato il cicaleccio ti accarezza, un gatto pigro cammina sul muro perimetrale, credo sia del vicino. La bouganville colorata di viola e giallo ti chiede pazienza verso gli interni orribili.Il vociare allegro dei bambini arriva dagli stabilimenti. Un libro che mi porto dietro da un po’, ma non ho voglia di aprirlo, sono come il gatto.
La vista paga, i colori dei tramonti sono salvifici, nonostante le tante imperfezioni questa casa mi piace, ha una sua poesia.
Lavinio è un po’ la cugina plebea di Anzio, non ci sono i villini storici della riviera di levante, il porticciolo né i tanti ristoranti di pesce, ma continuo negli anni a preferirla, non è una questione di autenticità, ma di lentezza. È la mia Vigata.
che questo elogio alla lentezza arriva tutto e tutto addosso. Che a saperselo gustare come un gatto è divino.
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