#inordinesparso
Sono nella mia turistica e dozzinale pizzeria al taglio preferita di Monti, porta unica, bancone e sei sedute, neon non tutti funzionanti e appesi alle pareti, adesivi con le foto che ritraggono le specialità della casa in italiano e banglish.
Al banco e in cucina due amici bangla a cui voglio bene nonostante lo squallore innegabile del posto, il ragazzo al banco sempre con auricolare d’ordinanza, pronto per la prossima videochiamata.
A tutto volume una Laura Pausini d’annata che dice che non può più dividersi tra lui e il mare, una coppia di peruviani seduti nel piccolo tavolino fronte strada che mangia 3 kg di pizza e la canta a memoria.
Cristo Dio! Penso e quasi mi strozzo con la birra. Non riesco nemmeno a mettere la musica nei miei apparecchi acustici che gli acuti di Laurona sovrastano il povero Dave Gahan che stava provando a cantare Strange Love.
Ma purtroppo sono progettati per amplificare e non isolare il rumore esterno.
Mi ritornano però in mente i viaggi sulla punto rossa bordeaux insieme a mio padre, direzione casa in campagna dei nonni e lui che voleva sentire a ripetizione questo CD della Pausini, credo proprio quello di quella canzone lì.
E non c’era verso, voleva metterlo e se lo cantava in falsetto ed io per farlo contento sopportavo sta lagna per 100 km.
Fino a quando un giorno abbasso il finestrino, tiro fuori il CD dallo stereo e lo butto in una stradina di campagna, accompagnato da un e che cazzo e basta!
Credo che a lui stava venendo da ridere ma si è trattenuto, ha fatto lo stesso il sostenuto per qualche giorno.
Povero CD di Laurona, ovunque tu sia insegna alla terra ad ascoltare il suo cuore!
Pago, sorrido ai Peruviani fomentati e in strada finalmente metto su una canzone: non ho più paura di te, tutta la mia vita sei tu, vivo di respiri, che consumo mentre sei via…
“Ah pa’ almeno eviti di cantarla!”.