Settimana bianca

#inordinesparso

“Cla’ secondo me tu da grande farai la tassista” dice Marianna alla sorellina.

“Mari ok basta che mi prometti che starai con me per tutta la vita!”  le fa eco Clara.

Sorrido intenerito, metto su Apocalypse dei Cigarette After Sex e la ascolto a ripetizione mentre preparo la cena e mi bevo una Ceres.

“Luca possiamo parlare del fatto che le piace bere da solo?” Mi dice la psichiatra con la quale ho iniziato un percorso, anche di diagnosi ufficiale dell’ADHD che non ci faccio nulla, metto un’altra spunta nella mia lista di superpoteri.

Fuori diluvia tipo bomba d’acqua, il cielo è basso e plumbeo, sembra  il Golgota, dove Dio nel quale credo senza vergognarmi di dirlo, pianse il figlio crocifisso. Ci sono le lacrime di Dio per i bimbi affetti da patologie gravi?

Domande retoriche.

Sono al Santo Spirito l’ospedale di “non smorza’, abbassa!”  che anche se è un ospedale ha il suo fascino.

“Non voglio essere zombificato!”

“Luca stia tranquillo non ha bisogno (per ora) di nessuno farmaco e di sicuro non sarà zombificato, però capisce che è meglio qualcosa che un po’ la tiri su piuttosto che bere da solo!”

” Io ad esempio ho sette chiwawa e sono dipendente da loro, non vedo l’ora di tornare a casa e dargli i pizzicotti, ma questa è una cosa sana, capisce quello che le sto dicendo?”

“Poi anche la formazione di massa adiposa legata al consumo di alcool”

“Oddio eccone n’altra!”  penso mentre la guardo di traverso.

” ok dunque dovrei comprarmi dei chiwawa?”

Non ride, ” sono seria”.

“A cosa sta pensando Luca, la vedo silenzioso!”

“Alla settimana bianca!”

“Scusi?”

“Sa, è una cosa che non ci siamo mai potuti permettere quando ero piccolo e ricordo che parecchi amichetti di classe ci andavano ed io non ero mai stato sulla neve e questa cosa mi intristiva.

Questa estate parlando con dei genitori di amici delle mie figlie, proprio mentre passeggiavamo su un versante delle Dolomiti, mi raccontavano che la scuola  dei loro figli grandi, che vanno alle medie, organizza la settimana bianca di classe.

E la fine del racconto era condita da parte loro con un no va beh adoro!”

A parte che cazzo adori, la Madonna? Poi questo scimmiottare i milanesi mi urta ed infine ma non pensate che ci sarà qualcuno  che non se la può permettere?

Che ci sarà qualche bambino come me che resterà seduto al banco?”

“Capisco, è una storia vera e un po’ triste , ma non vedo il nesso con quello di cui parlavamo!”

“Non lo so, io vedo un nesso con i chiwawa invece”. Le dico mentre sorrido sghembo.

La cena è pronta, apparecchio la tavola e mettiamo su Bluey, quel cane Blu di merda che alza l’asticella giocando tutto il giorno con le figlie senza stancarsi e senza rotture di palle esterne. A loro piace

“Papà ma che stai canticchiando? non riusciamo a sentire la TV!”

ostriche e champagne viene giù una valanga, striscio lo skipass, settimana bianca…”

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