#inordinesparso
Seconda è la ricchezza che vale una fortuna, è la tua leggerezza, lo dico io che son Luna…
Camminarono abbracciate senza parlare, si infilarono nel primo pub lungo Camden Hight Street e dopo un paio di Stout la situazione iniziava a tornare nella norma.
Parlarono a lungo, tre cambi di metro e si diressero a South Kensington, Lucia aveva preso casa davanti al Museo di Storia Naturale, lo splendido Waterhouse Building.
Ad accoglierle c’era Amy, la compagna di Lucia, Luna non era riuscita a chiederle nulla al riguardo perché avevano tanto da recuperare.
Se la immaginò a metà tra Amy Winehouse e Amy Lee degli Evanescence, invece era di origine Eritrea, bellissima e preparò loro cibo del suo paese.
Lucia l’aveva conosciuta ad un convegno di medici a Londra, e dopo la morte del suo papà applicò e fu subito presa al reparto traumatologia al St Mary’s Hospital dove anche lei lavorava come anestesista.
Cenarono sedute a terra, la moquette era accogliente contrariamente alla maggior parte dei posti di Londra in cui puzzava di nave. Parlarono fino a tarda notte.
Ad un tratto ebbe un’intuizione, il tatuaggio della giovane strega che aveva dietro la schiena sembrava pulsare. Non si trattava di pentacoli a terra, sortilegi o incantesimi, era sorellanza, erano viscere e e anima in cui sentirsi al sicuro, dove non avere più paura.
Si addormentò con un sorriso stampato in volto sul comodo divano in pelle, Lucia la coprì e le carezzò il viso.
“Buonanotte sorellina mia”.
Il mattino fecero colazione nella caffetteria del museo, si salutarono che Lucia aveva davanti un turno di 12 ore e lei sarebbe partita quella sera.
“Luci, ma perché la zia non vuole dirmi nulla sulle storie delle streghe?”
Lucia rise forte:
“tesoro mio, io sono medico e tu sei una storica, ma che domande mi fai! La zia era come te, quando sentiva quelle storie dalla nonna e da suo fratello, si nascondeva in camera sua, lo stesso facevi tu quando ne parlava papà! Forse io indirettamente sono diventata medico perché sentivo le storie delle erbarie e guaritrici, levatrici vittime della superstizione e dell’ignoranza, soprattutto vittime, sfruttate per il loro sapere e poi denunciate agli Inquisitori per salvarsi”.
Fece una pausa e continuò:
“una nostra antenata era una Macara potente e molto richiesta,Antonia,viveva nella casa di campagna, quella che ti tormenta nei sogni. La murarono viva. Venne portata via davanti ai figlioletti piccoli, senza nessuno che si prendesse cura di loro. Vivevano senza conformarsi, erano libere” Lucia aveva gli occhi di fuoco.
“papà raccolse le carte processuali e le storie di altre Macare della nostra famiglia, è tutto a casa degli zii”.
Disse questo inforcò gli occhiali scuri e le tirò un bacio con la mano che le tremava, Lucia piangeva che non voleva lasciare sua sorella, avrebbe voluto tenerla sempre con sé.
Luna le corse dietro, le prese la mano e rimasero ferme, abbracciate sotto il cielo plumbeo di Londra
To be continued…