Trigger Warning

#inordinesparso

Il signore anziano con un completo elegante grigio chiaro e la piccola cassettina di limoni in mano, sotto i portici di Piazza Vittorio, vorrei parlargli, ma non mi va di accollarmi una cassa di limoni e sono sicuro che alla fine me la comprerei.

Mi bevo un Gin Tonic in un posto da stronzi, seduto all’aperto con il barman cameriere in canotta e bermuda, se penso a quando facevo quel lavoro in hotel vestito come un grosso pinguino, mi sale la parte intollerante che come Caparezza trovo molto interessante.

Sudo, un tipo con i capelli a caschetto, la camicia di lino e i mocassini da barca beve uno spritz e mi fissa. Lo ignoro, immagino che la mia estetica da orsacchiottone tenerone tatuato e solitario gli piaccia, non ricambio il sorriso, oggi non sono accomodante, né polite.

Se fossi gay poi, lo scarterei solo per quei cazzo di mocassini e la camicia bianca di lino, oltre che per lo spritz ovviamente.

Il barman cameriere per il secondo mi propone il Roku gin, ma nella maniera più gentile in cui in la mia giornata pesante mi conduce declino e chiedo un London Dry, lime e senza cannuccia.

Nelle orecchie ho una roba di Yan Tiersen un botto malinconica, ma non la tolgo, mi piace, alla fine la malinconia è una sorta di corazza.

Il posto da stronzi si riempie di stronzi: fighetti e turisti in ordine sparso, un vecchio cuoco con cui ho lavorato anni fa mi manda il buongiornissimo e la buonanotte, tutti i cazzo di giorni,  gli voglio bene e gli rispondo quasi sempre, ma qualunque altro boomer inclusi parenti rincoglioniti sarebbero stati bloccati.

Lavorare in cucina tira fuori la parte primordiale di te, prima ne hai paura, poi non vedi l’ora di sentire quella scarica di adrenalina e la violenza di quei momenti concitati, non so sé è una cosa buona, però mi piace e non amando le robe classiche da maschione alfa tipo calcio, sport da combattimento, padel, Sinner e mamma, mi sento giustificato.

Sono due settimane che non vedo le mie figlie, le conversazioni al telefono si fanno sempre più brevi: sono al mare, si divertono e per via dei turni massacranti e della mia intolleranza verso i parenti della madre non li raggiungo, domani però vorrei andare e spero di stare solo con loro.

Oddio l’intolleranza in realtà è di riflesso: sono sempre stato gentile e ho fatto i salti mortali per farmi volere bene, ma senza pedigree, lavoro in azienda e camicia non entri e così sei fuori dal cerchio della fiducia.

Va bene, io penso solo alle mie bimbe e per non sentire altro bevo qualche Gin Tonic, parte una musica trance, me ne vado, voglio finire l’ultima stagione di The Bear e poi ho un treno da prendere.

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