Concorsando

#inordinesparso

Ok mea culpa mea culpa mea grandissima culpa (leggilo con la voce dell’ Ennio Doris Sorrentiniano in “Loro”) ma l’ho fatto e più di una volta quest’ anno: ho partecipato a dei concorsi pubblici.

Si perché Checco Zalone prega per noi e intercedi presso qualcuno, alla fine il posto fisso, l’orario comodo, le garanzie e la solidità e soprattutto la prospettiva di lavorare il giusto meno pubblica amministrazione, ha tentato anche me.

Torno ora dal turno in cucina, adesso (e non so per quanto dato che sono interinale ) sono nelle cucine di un’ospedale e la schiena, le gambe ed i nervi un po’ mi chiedono pietà.

Perciò la prospettiva di un impiego più comodo anche se non mi piace, ammetto che a volte mi solletica.

Ieri eravamo non so quante anime in fila sotto il sole di quella cattedrale nel deserto  che è la nuova fiera di Roma. Genitori che accompagnano i figli, solo che dopo a fare il concorso entrano loro ed i figli gen z e molto più scafati di noi gli  fanno  mega in bocca al lupo.

La tipa che parla con tutti per scaricare l’ansia, il tipo nerd che vorrebbe chiaramente essere altrove,quello che ne ha già fatti 876 ed io che ascolto musica dai miei apparecchi acustici e vorrei ballare come Mauro Repetto, così de botto senza senso.

E poi ci ho anche creduto quando vedevo che le domande le conoscevo…

Lucaaa il pranzo per Chirurgia è prontoo!!’

Si si Chef manteco la pasta e impacchetto tutto, stavo solo a sogna’ de esse Checco Zalone!”

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